Il gioco che unisce: il progetto "Libera Tutti" e il potere del mettersi in gioco

Progetto Finanziato dalla Fondazione Caritro

Cosa succede quando porti un mazzo di carte o un tabellone colorato in un posto dove regnano la noia, la solitudine o la routine? Succede una piccola magia: le distanze si accorciano, le barriere cadono e ci si riscopre comunità.

Con il progetto "Libera Tutti", noi di Punto Zero (Caldonazzo) abbiamo deciso di fare proprio questo: "metterci in gioco" letteralmente, portando il gioco da tavolo moderno laddove ce n’era più bisogno. Non stiamo parlando solo di passatempi, ma di veri strumenti per crescere, formarsi e creare legami.

Non è il solito Monopoli: cos’è il gioco da tavolo moderno?


Dimenticate le lunghe partite a Risiko che finiscono con un lancio di dadi fortunato. Il gioco moderno è molto di più. È innovazione, strategia e, soprattutto, collaborazione.

Mentre nei giochi classici spesso vince chi è più fortunato (quello che i tecnici chiamano sistema Push Your Luck, ovvero "sfida la tua fortuna"), nei giochi che proponiamo noi si impara a:

  • Collaborare per raggiungere un obiettivo comune.
  • Gestire le risorse e pianificare mosse intelligenti.
  • Risolvere problemi in modo creativo.

Il gioco diventa così un intrattenimento educativo: si impara divertendosi, senza nemmeno accorgersene!

Due contesti, una missione: abbattere i muri

Il cuore del progetto è stato portare questa pratica in contesti dove la "monotonia" rischia di spegnere gli stimoli: i convitti studenteschi e il carcere.

1. Insieme oltre lo studio: i Convitti della Valsugana

Vivere lontano da casa non è facile, specialmente per i ragazzi dei convitti (come il Barelli di Levico e il De Carneri di Civezzano). Le serate possono essere lunghe e le regole strette.

Noi di Punto Zero siamo entrati con scatole piene di sfide e abbiamo acceso la scintilla. Non solo abbiamo riempito le serate, ma abbiamo creato un ponte tra i due istituti con un grande torneo finale a squadre.

Vedere i ragazzi sfidarsi per una pizza o un kebab, ridendo e collaborando tra loro e con gli educatori, è stata la prova che il gioco è il linguaggio universale dei giovani.

2. Oltre le sbarre: la Casa Circondariale di Spini di Gardolo

Grazie alla collaborazione con l'Istituto Rosmini di Trento, siamo entrati in carcere. Qui la sfida era ancora più grande: molti detenuti stranieri, iscritti ai corsi di alfabetizzazione, conoscevano solo le carte classiche.

Dopo un'iniziale diffidenza, abbiamo trovato un pubblico curioso e stimolante. Il gioco è diventato un modo per praticare l’italiano, per uscire dall'isolamento della cella e per confrontarsi in modo sano. Nonostante le difficoltà del contesto, l’arricchimento è stato reciproco: abbiamo portato gioco, abbiamo ricevuto umanità.

Una presenza costante sul territorio

Non siamo stati solo in contesti "chiusi". Il valore sociale del gioco si vede anche nelle piazze! Abbiamo portato le nostre attività in tante occasioni di festa e condivisione:

  • Alla fiera Valsugana Solidale e Sostenibile a Levico (edizioni 2025 e 2026).
  • A Fa' la cosa giusta e Scambiamo il mondo con gli amici dell'Ortazzo.
  • Nelle feste di paese e nei momenti di coesione sociale della nostra zona.

Perché lo facciamo?

Perché crediamo che il gioco sia un diritto di tutti. È un modo per combattere il disagio, per includere chi si sente escluso e per ricordare che, davanti a un tabellone, siamo tutti uguali: persone che cercano una soluzione, che ridono di un errore e che imparano a stare insieme.

Libera Tutti non è solo il nome di un progetto: è la nostra visione del mondo.


Più che un Gioco: Il Dietro le Quinte di "Tana Libera Tutti"

Il progetto Tana Libera Tutti non è stato solo una serie di incontri ludici, ma un vero e proprio esperimento sociale. Portare il gioco da tavolo in contesti così diversi — dalle piazze alle carceri, dalle scuole ai convitti — ha richiesto una pianificazione quasi "chirurgica". Non tutti i giochi sono uguali, e non tutti i contesti accettano le stesse regole.

Ecco come abbiamo scelto i titoli che hanno trasformato dei semplici mattine, pomeriggi  o sere in momenti di autentica connessione.

🎈 Feste e Piazze: Rapidità contro il Caos

Nelle fiere e durante gli eventi comunali, ci siamo trovati immersi nel rumore e nel movimento costante. Senza uno spazio dedicato e silenzioso, la sfida era catturare l’attenzione in pochi secondi.

  • La Strategia: Giochi "mordi e fuggi". Spiegazioni sotto i 2 minuti e partite da massimo un quarto d'ora.
  • I Protagonisti: Molti giochi di carte rapidi come Kariba o le selezioni della Djeco, facili da intavolare e visivamente accattivanti.
  • Per chi voleva di più: Per le famiglie desiderose di approfondire, abbiamo proposto titoli più strutturati come Stone Age Junior o il suggestivo Takenoko.

📚 La Scuola e i Convitto: Crescere un Lancio di Dadi alla Volta

Nelle scuole elementari e nei convitti, il gioco è diventato uno strumento pedagogico e di gestione del gruppo.

Ambasciatori del Gioco

Alle elementari abbiamo scelto titoli che toccassero i temi scolastici (ritorna ancora Stone Age Junior). La vera magia? Abbiamo formato gli insegnanti e, successivamente, gli studenti stessi sono diventati "Ambasciatori", spiegando le regole ai propri compagni.

Sfide Crescenti nei Convitti

Nei convitti abbiamo lavorato sulla continuità. Avendo a che fare con gli stessi ragazzi per più incontri, abbiamo alzato l'asticella della complessità volta dopo volta.

La sorpresa più bella: Studenti segnalati come "difficili" hanno trovato nel gioco da tavolo un’ancora di concentrazione incredibile, mostrandosi tra i più coinvolti e stimolati.

⛓️ L'Esperienza in Carcere: Evadere con la Mente

Grazie alla collaborazione con i volontari dell’Associazione Ludimus di Trento, abbiamo portato il gioco all'interno della casa circondariale. In assenza di una continuità garantita, ci siamo concentrati su tre pilastri:

  1. Divertimento Immediato: Giochi come Cockroach Poker (Kakerlakenpoker), capaci di rompere il ghiaccio istantaneamente.
  2. Apprendimento Linguistico: Titoli sulla lingua italiana che hanno entusiasmato i docenti, vedendo i propri studenti "mettersi in gioco" con le parole.
  3. Collaborazione: Introdurre il concetto che non serve per forza un nemico per divertirsi.

##🤝 La Rivoluzione dei Giochi Collaborativi Una scelta strategica costante in tutto il progetto è stata l'inserimento dei giochi cooperativi. All'Istituto Curie, con le classi prime superiori, abbiamo messo a confronto il lato competitivo (con titoli come Aiz) e quello collaborativo con Hanabi.

"Non mando più le mie armate per distruggerti, ma collaboriamo per un obiettivo comune."

Questo cambio di paradigma obbliga i partecipanti a ripensare l'idea stessa di gioco, trasformando la competizione in coordinazione.

❤️ Un Bilancio che Scalda il Cuore

Cosa resta di "Tana Libera Tutti"? Resta la gioia degli educatori e degli istruttori, ma soprattutto restano le domande dei partecipanti. Sentirsi chiedere dai detenuti o dagli studenti: "Quando tornate?" è la conferma che il gioco da tavolo è una chiave capace di aprire porte che spesso restano chiuse.

Il progetto si chiude con un sorriso e la consapevolezza che, intorno a un tavolo, siamo tutti uguali: pronti a lanciare un dado e a scrivere una nuova storia insieme.

Vuoi saperne di più sui giochi che abbiamo proposto o partecipare ai prossimi incontri? Continua a seguirci sul blog, presto parleremo nel dettaglio dei titoli che hanno riscosso più successo!